Lustre "Lost In Lustrous Night Skies"

Compilation, ATMF, 2013
Genere: Black Metal/Ambient


Cuore del progetto svedese Lustre è il polistrumentista Nachtzeit, musicista noto anche per aver fatto parte degli Hypothermia, band depressive capitanata dal cantante dei furono Lifelover (sigh). Lost In Lustrous Night Skies è una raccolta di cinque brani appartenenti a diverse tape ormai andate esaurite e di conseguenza introvabili, ascrivibili ad un black metal di matrice ambient, fortemente debitore nei confronti del Burzum di Filosofem nonché delle sue successive uscite del periodo “in cattività”.

A parere di chi scrive questa raccolta lascia decisamente il tempo che trova, acquisendo un reale valore solo a livello prettamente collezionistico, fra scaffali dei fan più sfegatati. In tre brani su cinque chitarre, basso e batteria fanno la loro presenza: Spirt ed Echoes Of Trascendence, e Neath The Black Veil. Pezzi che sembrano essere stati scritti come variazioni di Dunkelheit di Burzum, ovvero tappeto di chitarre (ove presenti) e melodie di synth. Se in Nightspirit il risultato era decisamente più apprezzabile, in virtù soprattutto di una scaletta composta da due lunghe composizioni, che costituivano i macrotemi su cui stendere le variazioni romantico-depressive, la scelta di porre in questa raccolta brani un po' alla rinfusa e di non eccelsa qualità, mina la valutazione complessiva.

Into The Ancient Darkness e Resplendency sono ambient citazionista allo stato puro, durante l'ascolto è difficile non pensare al Burzum di Daudi Baldrs, Hliðskjálf o Rundgang um die transzendentale Säule der Singularität. Altra band ad essermi venuta in mente sono i Carpathian Forest atmosferici degli albori, riassunti nella fondamentale compilation del 1997 Bloodlust and Perversion, di cui Lustre recupera l'atmosfera crepuscolare, senza però mantenerne la caratura stilistica.

Lost In Lustrous Night Skies è una compilation che farà felici i fan più accaniti di Lustre, ma che lascerà abbastanza indifferenti il resto degli ascoltatori, i brani mancano di mordente e sono eccessivamente debitori verso il maestro indiscusso del genere: Burzum. Evitabile.

Recensore: Ersatz
Voto: 60/100
 

Tracklist:
1. Spirit 12:06
2. Echoes of Transcendence 06:32 instrumental
3. Into the Ancient Darkness 08:42
4. Neath the Black Veil 08:38
5. Resplendency 03:58

DURATA TOTALE: 39:56

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