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Inset “Last Breath”

EP, Legacy Records, 2012 
Genere: Death Metal

Arrivano dalla Polonia questi death metallers, e “Last Breath” rappresenta il primo vagito della formazione. Sarebbe facile pensare che, in genere, le band che suonano death metal e che arrivano dalla Polonia, potrebbero ricalcare le gesta degli ormai molto famosi Behemoth, ma così non è per gli Inset. Il loro è un death metal che più classico non si può, semplice nelle strutture ma abbastanza efficace.
La sincerità della loro musica e l’attitudine genuina che viene palesata in questo ep, da una parte potrebbe lasciare molti con la sensazione di avere di fronte una band sostanzialmente superflua, ma in questo caso io la vedrei più dal punto di vista “del bicchiere mezzo pieno”.

Insomma, il riff portante di una canzone come “Sunday Hordes” non può non rimembrare certi dischi underground usciti nel sottobosco death metal nei primi anni ’90, e se il loro sound da un lato è chiaramente influenzato dalla scena americana, possiamo anche riconoscere qualche accenno che rimanda a band come Benediction, Unleashed e Bolt Thrower, quindi avrete capito che i Nostri non vanno molto per il sottile, ma vanno dritti al punto. Inoltre è anche presente una certa influenza thrash che viene a galla soprattutto nella successiva “Touch of Life and Death”, che però non convince appieno, risultando piuttosto piatta e priva di mordente.

La conclusiva traccia, “Last Breath Before US” si articola tra accelerazioni e parti più groovy e doom oriented. La voce si esprime, come in tutto questo ep, in un growl non esasperato, dove è quasi possibile capire qualche parola. Tuttavia anche questo pezzo non è il massimo e si nota che la band colpisce maggiormente quando schiaccia il piede sull’acceleratore. Quindi, in breve, direi che questo ep d’esordio è più che accettabile, contando anche il fatto che appunto, parliamo di band agli inizi, ma in futuro è doveroso attendersi qualcosa in più, soprattutto se si approcceranno alla realizzazione di un full-length. 
Luci e ombre in sostanza, ma le basi ci sono, vedremo se sapranno svilupparle.

Recensione di: Sergio Vinci “Kosmos Reversum”
Voto: 62/100

Tracklist: 

1. Intro 01:16 instrumental
2. Sunday Hords 03:55
3. Touch of Life and Death 04:28
4. Last Breath Before Us 05:43

DURATA TOTALE: 15:22

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