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Endezzma “Erotik Nekrosis”

Full-length, Agonia Records, 2012
Genere: Black Metal

L’ultimo respiro di Trondr Nefas risiede in questo primo disco dei norvegesi Endezzma, e direi che si sente, eccome. Le chitarre hanno quel piglio lercio e violento che il cantante-chitarrista, mente dei più famosi Urgehal e deceduto nel 2012, sapeva infondere nella sua musica. Il territorio in cui ci muoviamo è sicuramente un black metal classico, ma con spiragli punk, soprattutto per la sfrontatezza dell’attitudine che si respira in questo “Erotik Nekrosis”, ma assistiamo anche a dei brani che molte volte arrivano anche a 7-8 minuti di durata, e con aperture melodiche quasi inconsuete, ma che in un certo senso evitano al disco di scadere nell’effetto copia-carbone.
Basti ascoltare, ad esempio, “Enigma Of The Sullen”, piena di cambi di tempo, di feeling, con aperture che denotano quasi, concedetemi il termine, una propensione verso una forma quasi “sperimentale” e “progressiva” del metallo nero, per poi ritornare al riff iniziale, che sa anche di ultimi Carpathian Forest.

La voce di M. Sorgar si esprime in uno scream strozzato, visionario, caotico nelle metriche, con una impostazione del tutto personale, a volte convincente, a volte meno. Il problema, se vogliamo chiamarlo così, di questo album, fondamentalmente è la sua durata. Il disco in totale, a dir la verità, dura circa quaranta minuti, ma alcuni episodi che superano i 6 minuti avrebbero colpito molto di più se fossero durati circa la metà. A parte questo è encomiabile il fatto che la band non proponga il solito dischetto black metal intriso di cliché ma si sforzi, come accennavo poco sopra, a trovare soluzioni che portano l’ascoltatore un po’ oltre.
In questo senso ottima è la “onirica” (e anche un po' Satyricon-ultimo periodo) ma pur sempre brutale “Against Them All”, dove un piglio black n’roll si mescola con soluzioni d’atmosfera, tastiere comprese. Stessa situazione che ritroviamo in “Hollow”, dove però spicca una malinconia di base decisamente più marcata. Del tutto irrilevante è la presenza in scaletta di una traccia come “Swansong of a Giant”, inconcludente proprio per la sua propensione a voler includere troppi elementi in una sola canzone.

Io avrei optato per alternare gli episodi più classicamente black metal e diretti, dove l’influenza degli Urgehal è palese, ad altri dove la band cerca di varcare questo confine, con idee anche valide, ma che ancora risultano forse da collaudare e amalgamare al meglio, piuttosto che cercare a tutti i costi di far convivere all’interno di quasi tutti i brani troppi “mood”. Oltre a questo la voce del pur buon M. Sorgar non è di certo eccellente. Diciamo che può piacere, ma è molto particolare e a tratti diventa un po’ fastidiosa.

In definitiva questo è un disco che dimostra molto potenziale, e che si eleva un bel po’ sopra la media delle uscite black metal in genere, ma dove appaiono ancora palesi alcuni scogli da superare. Il tempo saprà darci delle risposte più concrete da questo punto di vista, ma ciò non toglie che il disco è apprezzabilissimo e quindi meritevole di attenzione.

Recensione di: Sergio Vinci “Kosmos Reversum” 
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Junkyard Oblivion 07:05
2. Enigma of the Sullen 08:08
3. Against Them All 03:59
4. Swansong of a Giant 06:34
5. Hollow 04:10
6. Krossing Rubikon 06:32
7. Soulcleansing 03:22

DURATA TOTALE: 39:50

http://www.facebook.com/endezzma

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