Opium Warlords "We Meditate Under the Pussy in the Sky"

Full-length, Svart Records, 2012
Genere: Drone/Doom/Avant-garde Metal


Opium Warlords è la curiosa one man band dietro cui si cela il finlandese Albert Hynninen, giunto al secondo disco dal titolo al quanto bizzarro: We Meditate Under The Pussy In The Sky. L'ambiguità del titolo sembra screditata da una copertina che, per un certo verso, rende il tutto ancora più allucinato: un bianco e nero in cui sono ritratte due volpi/lepri, spaventate dall'apparizione nel cielo di un coniglio (munito di bastone) circondato da un'aura scintillante.

Titolo e cover fuori dagli schemi, per una musica che certamente non è da meno: un minestrone lo-fi psichedelico in cui convergono doom, drone, fraseggi prog ed un flebile (ahimè) esoterismo black.
Apre le danze Sxi-Meru: un evocativo brano strumentale che si sorregge su accordi sgraziati appena accennati e rumorismi di varia natura.
Slippy è la successiva, parte con la solennità di un brano doom: organo, batteria marziale e chitarra cavernosa, che inaspettatamente cedono sotto i colpi di un fraseggio prog settantiano su cui fa capolino l'acidulo scream di Hynninen. Breve pausa scandita dal basso e di nuovo giù nel prog, che si dirada verso un break che pare estrapolato da un album folk, con quelle chitarre pulite ed i cori di sottofondo. Ma non c'è requie nei disegni del Signore della Guerra Oppiaceo e la conclusione è affidata ad una piece di chiara matrice doom su cui torna lo screaming.

Lament For The Builders Of Khara Khoto (una città della mongolia interna, costruita in epoca medievale), è una litania drone scandita dal basso distorto, cori spettrali, occasionali accordi e gli onnipresenti rumori. Il tutto converge in una suite vagamente orientaleggiante, che probabilmente si riconduce al titolo del pezzo.
This Wind Is A Gift From A Distant Friend è maggiormente omogenea ed ascoltabile della precedente, partendo con un cupo e minaccioso incipit doom che lascia spazio ad un post rock giocato su batteria, basso e la melodia pulita di una chitarra elettrica, che nel finale rimane l'unica protagonista, sorretta da singole note di basso.
Satan Knew My Secret Heart è un tributo alla psichedelia fuzzosa degli anni settanta. Un un brano a tre voci, due chitarre elettriche rispettivamente melodia e sottofondo e basso. Una conclusione che non avrebbe sfigurato se fosse stata preceduta da maggiore sostanza.
Com'è nel complesso questo album?

Intrigante dal punto di vista concettuale, un po' meno da quello prettamente musicale. Opium Warlods sembra perdere la bussola per strada e ad eccezione di Slippy, gli altri brani stentano a catturare l'ascoltatore. Quattro brani su cinque più che canzoni paiono degli esperimenti, lavori in divenire di un progetto che forse necessita una maggiore focalizzazione, soprattutto contenutistica.
Se il disco si fosse mantenuto sulla falsa riga di Slippy probabilmente saremmo di fronte ad un imperdibile opera visionaria. Purtroppo non è così. Un vero peccato perché l'ardire di coniugare progressive, black metal e drone in alcuni frangenti raggiunge pienamente il suo intento straniante. Ma, complessivamente, tali momenti sono pochi.

Altro aspetto negativo riguarda la latitanza della componente black metal, presente esclusivamente in Slippy. Certo, si poteva giocare sull'atmosfera e non sul mero stile, ma questo non è il caso, poiché sembra di trovarsi di fronte ad un disco assemblato, prendendo brani da artisti differenti. Una sorta di compilation di un genere non ben definito.
Speriamo in un prossimo album maggiormente ferrato.

Recensore; Ersatz
Voto: 72/100

Tracklist:
1) Sxi-Meru
2) Slippy
3) Lament For The Builders Of Khara Khoto
4) This Wind Is A Gift From A Distant Friend
5) Satan Knew My Secret

DURATA TOTALE: 35:15

www.myspace.com/opiumwarlords

DURATA TOTALE: 36:04

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