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Tsjuder “Legion Helvete”

Full-length, Season of Mist, 2011
Genere: Black Metal

Ed ecco tornare uno dei pochi pilastri credibili del black metal norvegese, parliamo di black metal senza compromessi, bastardo e infernale come dovrebbe essere sempre, praticamente. E parliamo soprattutto degli Tsjuder, assenti dalle scene da ben sette anni, e che ci avevano dato l’addio prima dello split con il quasi capolavoro “Desert Northern Hell”, uno di quei dischi che rimangono ben impressi nella mente, non da due ascolti e via…
Nel frattempo Nag, assieme a Desecrator (ex-Tsjuder) si dilettarono a creare quelli che io definisco ancora oggi come gli Tsjuder dei poveri, ovvero i Krypt, autori dell’appena sufficiente “Preludes To Death” del 2008.

Cosa ci offrono quindi questi cattivi ragazzi col loro atteso come-back? Tanti si aspettavano un capolavoro, tanti una mezza delusione derivante dalla scialba prova in sede Krypt, che non lasciava ben presagire, e ad altri non fregava nulla e penso che nulla fregherà anche oggi. Ebbene, sostanzialmente gli Tsjuder sono riusciti, con “Legion Helvete”, a dare ragione a tutte queste aspettative! Mi spiego meglio. “Legion Helvete” è un classico disco degli Tsjuder, veloce, arrabbiato, affilato e baciato da una produzione ottima per la loro proposta, in grado di enfatizzare le sferzate di odio a cui i Nostri ci hanno abituato. E’ però anche un disco non all’altezza dei precedenti, questo purtroppo salta alle orecchie sin dalle prime battute, o almeno dopo non molti ascolti si incomincia ad annoiarsi, e il fatto che si fatichi a memorizzare qualche brano in particolare dopo molti ascolti è un campanello di allarme. Se è vero che nel loro genere l’omogeneità a volte impedisce una visione troppo certosina dei singoli episodi, è anche vero però che in "Desert Northern Hell" le canzoni ti si piantavano in testa come chiodi. Dove sta allora il problema? Cosa funziona e cosa meno in questo disco? Difficile dirlo. 

Riassumendo in parole povere il mio pensiero potrei dire che siamo al cospetto di un lavoro qualitativamente (quindi dal lato strettamente compositivo) superiore alla parentesi Krypt, ma che forse non conviene paragonarlo all’illustre passato della band. Detto questo è doveroso anche ammettere che in ogni caso gli Tsjuder anche un po’ annebbiati di oggi mettono al tappeto con un solo colpo tanta concorrenza troppe volte sopravvalutata. Se prendiamo ad esempio le ultime prove di gente proveniente dalla loro stessa landa ghiacciata come Gorgoroth, Immortal, Mayhem o Darkthrone (anche se ormai si son dati al “rockabilly” pare) gli Tsjuder ne escono vittoriosi come Attila. 

Il loro è un black metal ferale e oscuro suonato ancora con maestria, basti sentire anche solo l’accoppiata iniziale formata da “The Daemon Throne” e “Fra en Råtten Kiste”, due rasoiate non da poco dove ricompaiono tutti gli elementi che ci avevano fatto amare questa band: riffing teso e tagliente, la voce sprezzante di un Nag davvero in palla e il drumming, superbo, di AntiChristian. Questo continua nell’ancora più sfrenata “Dauðir” e arriviamo senza respiro alla più rockeggiante “Slakt”, molto trascinante per un eventuale headbanging di gruppo e pogo sfrenato dal vivo. Qua e là, più del passato affiorano anche elementi riconducibili a certo thrash primordiale, e la cosa incontra i miei gusti devo dire.

Chiude l’opera la lunga “Vårt Helvete”, classico esempio di black metal semplice e diretto ma efficace per il suo alone oscuro e per alcuni break ben piazzati prima di altre tempeste sonore. 
Tirando le somme, un ritorno atteso e che ha ripagato molte aspettative ma non tutte. Probabilmente ci avevano abituato troppo bene, avendo realizzato tre capolavori su tre, e avendoci fatto aspettare sette anni prima di un loro ritorno ha fatto maturare in noi molte aspettative. Ma dobbiamo “solo” accontentarci di un più che buon disco black metal, suonato bene e in classico stile Tsjuder, solo un pochino ripulito nel sound magari. Per adesso può anche bastare e posso dire di aver speso bene i miei 15 euro, ma dalla prossima volta, allo stesso prezzo, voglio tutto nel pacchetto Tsjuder…Sono sicuro che ne sono ancora capaci, la base è ancora solida.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 72/100  

Tracklist:
1. The Daemon Throne
2. Fra en Råtten Kiste
3. Dauðir
4. Voldsherskeren
5. Slakt
6. Black Shadows of Hell
7. Blod og Aske
8. Vårt Helvete

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