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Portal “Outre'” (reissue)

Full-length, Osmose/Profound Lore Records, 2008 
Genere: Death/Black Metal

Buona intuizione questa della Osmose, etichetta che negli anni è sempre rimasta devota al vero underground e a produzioni senza compromessi, che ora decide di ristampare i primi due full-length di questa band australiana finora penalizzata da una distribuzione un po’ deficitaria, con conseguente poca visibilità da parte del pubblico. Non credo tuttavia che questa formazione guadagnerà molti fans in più di quelli che già aveva con questa operazione, dato che la loro proposta si rivela come una delle più estreme che le mie orecchie abbiano mai sentito.
Praticamente quello che riescono a creare i Portal è una vera apocalisse sonora: nerissima, spietata, caotica e distruttrice di ogni forma-vita e di qualsiasi barlume di speranza o positività. L’album deve essere assaporato nella sua interezza e a volume esagerato, solo così si potrà cogliere la profondità di quest’opera, che racchiude in sé trentasei minuti circa di malvagità e morbosità derivanti da una ipotetica amalgama di influenze tanto death quanto black metal.

Ma chiariamoci subito: con la definizione di black/death si può dire tutto e niente. Qui non siamo di fronte a quello che solitamente si definisce con questa sigla, non ci sono di mezzo bands come Necrophobic o Dissection, qui non c’è nessuno sprazzo di melodia, o almeno non nel senso convenzionale del termine, ma vi è solo un ribaltamento dell’ordine a favore di una furia cieca e caotica, penetrante e asfissiante. Prendete le cose più malate fatte da acts come Immolation, Incantation e Drawn and Quartered e mescolatele a certo black metal associabile ai Mayhem di “Ordo ad Chao” con vaghe vibrazioni mutuate dai francesi Blut Aus Nord e avrete un’ idea di quello che troverete in “Outre’”.

Quasi impossibile sviscerare l’opera esaminando singoli capitoli, perché qui tutto è unito da un unico filo conduttore, senza particolari variazioni ma anzi, pare che l’intento della band sia quello di annichilire i sensi dell’ascoltatore con una continua litania di morte, fatta di tanti momenti apparentemente “lenti” e altri in cui affiorano degli sporadici blast- beat. La particolarità è che anche quando i ritmi di batteria si smorzano, le chitarre continuano a tessere trame fittissime e buie, e quasi non si distinguono i cambiamenti di velocità all’interno di questo album, perché il ruolo primario è affidato ad un approccio quasi “noise” delle chitarre, con una batteria che talvolta sembra staccata dal contesto musicale, ma che in qualche modo è dannatamente funzionale e contribuisce a disorientare e a creare un senso di vuoto e negatività con pochi pari. Quando arriviamo all’ultima traccia, “Sourlows”, una sensazione di spossatezza fa capolino, la band ha raggiunto il suo obiettivo, distruggendo tutto con l’ennesima scheggia imprevedibile di follia e Male, che si attorciglia come una serpe sulla sue preda.

In definitiva posso dire che questo è un album, o meglio una band, che o la si ama o la si odia, di certo non può lasciare indifferenti, e coloro che entreranno nel mood giusto di questo disco lo troveranno estremamente affascinante e capace di far percorrere dei “trip” mentali come raramente se ne trovano in altri dischi.  Di fronte a questo disco quasi tutte le uscite di black e death metal definite come “misantropiche” e “oscure” ne escono con le ossa rotte, perché qui dentro troviamo la vera essenza del nichilismo e del buio totale.
Lasciatevi avvolgere da questo manto nero ed esageratamente pessimista. Non chiedete pietà, la devozione deve essere totale. Solo con questo approccio capirete una gemma chiamata “Outre’”.

Tracklist: 01. Moil
02. Abysmill
03. Heirships
04. Omnipotent Crawling Chaos
05. Black Houses
06. Outre'
07. 13 Globes
08. Sourlows

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 85/100

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