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Hell Baron’s Wrath “Path…To Knowledge”

EP, Self-produced, 2010
Genere: Black Metal

Pur durando trentuno minuti circa, la band in questione, originaria di Russi (Ravenna), ha deciso di classificare questo prodotto come ep, e la cosa direi che è corretta anche se, appunto, il minutaggio poteva far prendere in considerazione anche l’idea di presentarlo come secondo full-length a tutti gli effetti. Ormai si vedono anche full-length di 23 minuti…A parte questo aspetto, del tutto marginale, perché come si dice, in casa propria ognuno fa quel che vuole, andiamo a parlare del contenuto di questo prodotto.

Il genere proposto è una sorta di black metal che richiama nella parte prettamente chitarristica i soliti nomi noti, ma che riserva qualche sorpresa per l’uso particolare della voce e delle ritmiche ipnotiche e marziali. Potremmo definirlo quasi come black metal "apocalittico": l’incedere è straniante, freddo, distaccato, la voce non è mai esasperata, e si esprime in una specie di rantolo in simil-growl che sembra una via di mezzo tra il cantato di Nocturno Culto e Attila Csihar. La band gioca anche su atmosfere lugubri e funeree, come in “Asking Points At The Horizon”, e tocca anche i lidi dela sperimentazione, del’ambient e altro ancora nella sinistra “Summon the Teacher (She is the Guide)”, per poi riprendere i soliti sentieri più prettamente black metal nella seguente “Drive Your Nails”. La chiusura del disco è affidata alla buona cover di “Hail Murder” dei Dark Funeral, song che a me piace particolarmente, e che nonostante sia ancora in questo caso penalizzata dalla drum machine, non risulta affatto male. In particolare i riff sono molto fedeli all’originale. 

Ho più volte ribadito che non ho molto apprezzato l’uso che la band fa della drum machine, che non vuol dire che non apprezzo a priori la drum machine, sia chiaro, ma parlo di suoni, come viene programmata ecc.
Anche questo aspetto comunque, potrebbe rivelarsi come un punto di forza della formazione, perché se da un lato toglie qualcosa in dinamicità, dall’altra è forse proprio questa a donare un alone cinico e malsano al tutto.

Devo dirlo onestamente; sulle prime battute non ho reagito molto bene all’ascolto di questo disco, l’avevo trovato un po’ sconclusionato e con molti difetti. Dopo qualche ascolto posso dire che la situazione è migliorata decisamente, in quanto nonostante il disco abbia molti limiti e cosette da aggiustare, presenta almeno un feeling particolare e una capacità di trattare il black metal che non ho riscontrato altrove.

Una band che vive di luci ed ombre quindi, ma nella quale le luci sembrano avere una buona prevalenza. Vedremo quali saranno i prossimi passi della band. Il talento è presente, occorre solo riorganizzare qualche idea e potrebbe venire fuori, in futuro, qualcosa di davvero degno di nota.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 65/100

Tracklist:
1. Dark Eos
2. Cosmic Light
3. Cruel Summer
4. Asking Points At The Horizon
5. Summon The Teacher (She Is The Guide)
6. Drive Your Nails
7. Wolf And The Moon (Ulver cover)
8. Hail Murder (Dark Funeral cover)

http://www.myspace.com/hellbaronswrath

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