Midian "Screaming Demon"

Full-length, Self-released, 2011
Genere: Thrash/Death Metal


Difficilissimo trovare in Italia una band come questa, dove l’aggressività delle chitarre viene incorniciata da vocals potentissime in growl perfettamente bilanciate con la giusta dose di melodia. Ma la cosa che sorprende, non solo è che per mostrare la loro aggressività i Midian non hanno bisogno di accelerazioni eccessive di batteria, ma che il cantato è eseguito in maniera magistrale da una donna (la quale non ha niente da invidiare a qualsiasi vocalist maschile).
La band campana sottoposta oggi al mio vaglio propone un genere che possiamo definire Thrash/death metal, nel quale confluiscono influenze di matrice svedese (primi Dark Tranquillity, In Flames, Hypocrisy, Soilwork, Darkane), e una piccola dose di altre influenze che vanno dai Metallica ai Death , il tutto suonato e arrangiato con la massima precisione.

La opening track, un intro basato sulla melodia di tastiere in stile carillon, in realtà è una vera e propria traccia strumentale molto in stile Dark Tranquillity nel riffing; ma anche le altre tracce, generalmente strutturate su ritmi cadenzati, tradiscono evidentemente influenze di scuola death svedese. La quarta invece, “Dark Eden” lascia molto pensare a “One” dei Metallica differenziandone veramente pochissimo all’inizio, per poi riprendere però la matrice svedese nei riff successivi. La settima traccia, che prende il nome del gruppo stesso, si apre con un riff molto tecnico che richiama molto i Death ma anche qui vediamo come in seguito la scuola svedese riprende il sopravvento. Dulcis in fundo, l’undicesima traccia “I heard” colpisce l’ascoltatore per le melodie di chitarra e vocals in pulito quasi ipnotiche che si incontrano poi con la pesantezza dei suoni distorti.

In definitiva anche se, per eccesso di zelo, bisognerebbe rimproverare ai Midian di essersi accostati talvolta un po’ troppo a certe sonorità già molto note, a danno della loro originalità, il lavoro non risulta noioso per l’ascoltatore, grazie - in particolar modo - all’ottima modulazione delle vocals (per niente statiche), ed alla ottima tecnica delle chitarre. Consigliatissimo agli amanti del death di scuola svedese, e a chi ritiene che per fare un disco potente ed aggressivo non è necessario proporre tempi di batteria velocissimi.

Recensione a cura di: Volturnja
Voto: 82/100

Tracklist:
1. Intro 4:22
2. Living Madness 3:48
3. Buried Alive 3:57
4. Dark Eden 4:34
5. Divine Deletion 4:12
6. Time To Die 3:13
7. Midian 5:45 (instrumental)
8. Kingdom Gone 3:57
9. Eternal Ways Of Sorrow 3:56
10. Suffer Agonies 5:24
11. I Heard (soundtrack) 3:56

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