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Intervista: UMBRA NOCTIS

1) Ciao Filippo e benvenuto su Metal of Death! Che ne dici di iniziare parlandoci un pò degli Umbra Noctis e della Nera Arte Italiana?

Ciao, grazie per lo spazio concessoci. A parte alcuni tentativi per inserire un secondo chitarrista, nel corso degli anni abbiamo mantenuto sempre la stessa formazione, quella attuale, e con essa abbiamo fatto uscire un primo mini cd, “luce oltre il confine”, l'ep “il richiamo del vento” e recentemente tre pezzi inediti per uno split.
Suoniamo black metal rigorosamente cantato in lingua italiana; abbiamo sempre seguito un percorso personale, distaccandoci dai clichè del genere in questione, la nostra musica e i nostri testi sono piena espressione del nostro modo di essere.

2) Cosa ne pensi della scena black metal attuale e come collochi gli Umbra Noctis all´interno di essa?

Non seguiamo con molta attenzione la scena black metal attuale, spesso per mancanza di tempo e spesso purtroppo di voglia. Certo è che, quand'è possibile, supportiamo volentieri le realtà meritevoli d'attenzione. In Italia non mancano progetti interessanti e densi di significato. Negli ultimi anni molti gruppi sono nati con una spinta diversa, per intenderci sono calati numericamente i gruppi con un approccio al black metal in stile Darkthrone/Mayhem e sono sorte realtà che, come nel nostro caso, abbracciano tematiche più vicine al nostro contesto storico, culturale, territoriale. Trovo sia una svolta epocale, un importante primo passo per la creazione d'una vera scena italica, che tuttavia stenta ancora a prendere forma e consolidarsi.

3) A distanza di 4 anni dall´ottimo Luce Oltre il Confine arriva il tanto atteso split con i napoletani Gort: in che rapporti siete con loro e come mai l´idea di realizzare uno split?

L'amicizia con i Gort nacque alcuni anni fa, quando ci chiamarono nella loro città per dividere lo stesso palco. Fu una bella esperienza, suonare nel Sud Italia è fantastico perchè la gente ti ascolta volentieri e si scatena sotto il palco. Ricambiammo invitandoli a suonare dalle nostre parti l'anno successivo e quella sera tra birra e jegermeister parlammo d'una possibile collaborazione per uno split.

4) Avete partecipato anche al tributo italiano ai Darkthrone, qual è il motivo per cui avete scelto Earth´s last Picture dall´album Total Death?

E' un pezzo che anni fa proponevamo spesso dal vivo, alla fine l'abbiamo registrato ed è finito sul tributo. Non è certo il pezzo più azzeccato e popolare della band norvegese, ma comunque merita.

5) Ultimamente avete fatto diversi live, quanto è importante per voi esibirvi dal vivo?

Ci teniamo molto, la nostra musica è molto diretta e non avrebbe senso non proporla dal vivo. Gli Umbra Noctis non sono un gruppo da studio e probabilmente mai lo saranno. Ci è capitato di suonare davanti a pochi amici, in altre occasioni a causa della nostra scarsa preparazione tecnica abbiamo sprecato delle opportunità per presentare al meglio la nostra musica. In molte di queste occasioni però non sono mancati l'incoraggiamento, le critiche costruttive e i complimenti sinceri di chi da sempre ci segue con entusiasmo.

6) E ora la domanda che penso un po´ tutti i nostri lettori si stiano ponendo: a quando l´uscita del full-lenght? Puoi già anticiparci qualcosa?

Il full-lenght è stato registrato durante l'estate dello scorso anno, ora stiamo distribuendo il promo sperando nell'interesse di qualche etichetta. Vedremo cosa ci riserverà il futuro, mal che vada sarà un'autoproduzione. Crediamo di aver fatto un buon lavoro, musicalmente l'album è più grezzo del primo mini ma sicuramente più maturo, in ogni caso crediamo sia la naturale evoluzione del nostro percorso tematico-musicale. Per chi ci segue dal vivo i pezzi non saranno certo da considerarsi inediti.

7) So che hai anche un progetto parallelo, i Maestus, dove proponete un black metal più cupo e malinconico. Come mai questa scelta?

Un amico mi chiese di condividere con lui quel progetto ed accettai. Di lì a breve ne uscì un primo demo intitolato “il coraggio di vivere” ed ora stiamo pensando al secondo lavoro. Con i Maestus probabilmente non ci esibiremo mai dal vivo, è un progetto assolutamente secondario rispetto alle nostre band principali ma non meno significativo. Le atmosfere dei Maestus disegnano visioni decisamente oscure, oppressive e soffocanti ma il messaggio è molto diverso e forse meno scontato rispetto a quello trattato dalla maggioranza delle band depressive.

8) Grazie ancora per la tua disponibilità, concludi l´intervista come vuoi!

Grazie a te per il supporto e l'interesse, invitiamo tutti i lettori a supportare con i fatti la scena black metal del nostro paese. Le fondamenta per creare un progetto credibile sono state edificate, ora serve coesione, serve passione e supporto da parte di tutti noi.
 
Intervista a cura di: Laraerica
 
http://www.myspace.com/neraarteitaliana
http://www.umbranoctis.it/

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